ANIELLO SCOTTO


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PORTFOLIO







COMPLESSO MUSEALE DI SANTA MARIA DELLE ANIME
DEL PURGATORIO AD ARCO


14 Maggio 2011
Napoli





L'ARTE E IL TORCHIO
VII RASSEGNA INTERNAZIONALE DI INCISIONE

Marzo - Aprile 2011
Soncino (CR) Museo della Stampa







SACRIFICIUM

MUSEO CIVICO CASTEL NUOVO
NAPOLI







SPORTINARTE
BIBLIOTECA NAZIONALE  TORINO
OTTOBRE 2009








FLOGISTO ARTE IN ERUZIONE
PALAZZO DEI CONGRESSI  ROCCAMONFINA  CASERTA

AGOSTO 2009









BRUNO STARITA E LA SUA SCUOLA

WEEK OF THE ITALIAN LANGUAGE IN THE WORLD 8 TH EDIZION
WISMA KEBUDAYAAN SOKA GAKKAI MALAYSIA









ANIELLO SCOTTO

CASERTA COMPLESSO MONUMENTALE DEL BELVEDERE DI SAN LEUCIO

VISIONA LA BIENNALE












ANIELLO SCOTTO

LE INCISIONI DI ANIELLO SCOTTO FURONO PRESENTATE PER LA PRIMA VOLTA,NEL 1986,IN SPAGNA

VISIONA LE OPERE












ANIELLO SCOTTO








Francesca Santucci






Ombre e luci fra Seicento e Settecento


Fra Seicento e Settecento, Barocco e Illuminismo (tempi di soprusi e ribellioni, fermenti e mutamenti, decadenze e (ri) fioriture, forma e sostanza, basso ed alto, profano e sacro, razionalità e spiritualità, ombre e luci, contrasti ed armonie, suggestioni e meraviglie di personaggi (uomini e donne e maschere dalle vite appartate o corsare), esploratori, iperbolici, curiosi, cerimoniosi, ribelli, stravaganti, singolari, artefici di opere ed imprese grandiose e creatori silenziosi, capaci di osare e stupire, nel bene e nel male, ciascuno nel suo campo competente (Ognuno ha i suoi doni, e il mio talento è così fatto che nessuna opera, per quanto vasta possa essere per la quantità e la varietà delle cose da rappresentare, ha ancora superato il mio coraggio. Rubens), nel pensiero e nel costume, nel privato o in un più ampio contesto, nella letteratura (È del poeta il fin la meraviglia…G. B. Marino), nell’arte (L’arte sta in far che il tutto sia finto e paia ver. G.L. Bernini), sul mare a tentare nuove avventure, consapevoli del comune destino di precarietà (Ben so che sono alito fuggente…Ciro di Pers) spinti dall’intima urgenza o dal puro piacere, talvolta anche eccessivi, di esprimersi, affermarsi, conquistare (una terra o il cuore di una donna, come il brillante veneziano, Casanova, che a nessuna seppe resistere e tutte ebbe), anche divertire, con un vezzo o un lazzo (come non sorridere della doppia natura del pirata gentiluomo, Stede Bonnet, che si macchia di omicidi e poi nel tempo libero vaga in vestaglia sulla nave leggendo libri? Come non ridere della fame viscerale e assoluta di Pulcinella, desideroso solo di non fare nulla nella vita?).
Personaggi capaci di osare, come Giulio Cesare Cortese (che seppe imporre la letteratura dialettale napoletana ed irridere al barocchismo più esasperato dell’epoca), come Rembrandt (che reinventò il ritratto di gruppo), come la Sirani (che dipinse da homo, ma anzi più che da homo), come Madame de Sévigné (che scrisse solo per il piacere di farlo: C'est mon unique plaisir que de vous écrire…), come il controverso Principe Raimondo de’ Sangro (che fortemente volle la Cappella Sansevero, concentrato di stupende opere d’arte in sospensione fra virtuosismo tecnico, sogno e magia), come le donne pirata (che non esitarono ad indossare abiti maschili, insinuandosi in un universo rudemente virile, pur di solcare il mare).
Personaggi capaci di suscitare (per un verso, una pennellata, un colpo di scalpello, un progetto, una scelta, un’impresa, un’avventura) riflessione e sorriso, commozione e perplessità.
Personaggi capaci, sempre, di stupire: stupefacente la smorfia di stupore ed orrore sul volto del caravaggesco gigante decapitato e la ricchezza d’immagini con cui il Marino fa librare sempre più in alto il canto dell’usignolo; stupefacente la trasparenza impressa dal Bernini ai capelli di marmo della sua Dafne e lo splendido intreccio di fili dell’arazzo di Alessandro Magno ideato (e pure parzialmente dipinto) dal Le Brun. E stupefacente l’opera degli artisti presepiali napoletani (grandi innovatori soprattutto in questi due secoli) che, celebrando la nascita del Bambino, contribuirono a tramandare la tradizione artistica locale e a diffondere il divino messaggio universale.





Francesca Santucci





Donne fra mito e storia,letteratura ed arte,dall’antichità a Beatrice Cenci


Con Virgo virago, saggio denso d’informazioni e di spunti, continua l’approfondimento di Francesca Santucci della presenza femminile nella letteratura, nella storia, nell’arte e nella società, dal mondo classico ai nostri giorni, percorso iniziato nel 2003 con Donna non sol ma torna musa all’arte e proseguito nel 2004 con Donne protagoniste. Dall’ottica più propriamente letteraria del primo lavoro della trilogia, a quella artistica in senso lato della seconda, l’interesse s’incentra qui su ‘antiche’ donne variamente violate, ferite nel corpo e nell’animo, dall’ignoranza, dal preconcetto … dalla violenza, dalla ferocia, dalla barbarie … realmente esistite, esistite solo nella fantasia, donne comunque stra/ordinarie. L’Autrice passa in rassegna, con un livello di partecipazione sempre elevato, ma senza mai rinunziare ad un’attenzione quasi filogica per l’informazione, le figure di Proserpina, Medea, Lucrezia, Boudica, Betsabea, S. Agata, S. Orsola, S. Barbara, Trotula, Eloisa, Ildegarda, Lisabetta, Francesca, S. Caterina, Giovanna II, Ofelia, Beatrice Cenci, inframmezzando questo suo racconto a scorci di tipo storico come la condizione delle donne nel Medioevo e sotto l’Inquisizione. Un’opera dalla lettura fresca e coinvolgente, e pure decisamente impegnata, ma anche un contributo all’emancipazione "vera e generalizzata" della donna nel mondo. 



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